Lo scorso 11 giugno, il Gardaland Hotel di Castelnuovo del Garda ha ospitato il workshop “Edilizia sostenibile e design creativo: una visione futuristica”. Una giornata densa di contenuti tecnici e riflessioni metodologiche dedicata a come la filiera delle costruzioni stia evolvendo per rispondere alle urgenze climatiche e normative.
Il filo conduttore emerso non riguarda più soltanto la tecnologia come fine, ma come strumento per navigare la complessità. Progettare oggi significa muoversi tra la rigidità delle metriche – come l’analisi del ciclo di vita (LCA) e il rispetto dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) – e la necessità di restituire spazi che abbiano un senso per chi li abita.
L’approccio dello studio Crew, presentato dall’ingegnere Veronica Andreis, ha evidenziato come la sostenibilità non sia più un’opzione volontaria, ma un processo strutturato che parte dallo screening di vulnerabilità climatica del sito. Non si tratta solo di scegliere materiali “green”, ma di prevedere come un edificio reagirà a ondate di calore e precipitazioni estreme nei prossimi cinquant’anni. Questo rigore, tuttavia, si scontra con una normativa sempre più stringente che richiede al professionista competenze multidisciplinari. Come ha sottolineato la stessa Veronica Andreis (Crew): “L’unica cosa che si può fare è provare ad avere i dubbi giusti e creare una rete di professionisti con cui confrontarsi, perché la nostra è una professione molto tecnica dove il progettista spesso non dorme la notte per le scelte fatte”.
Parallelamente, il contributo dell’architetto Damiano Capuzzo di ABC Plus ha spostato l’attenzione sulla finalità ultima del design: la relazione. Se il dato tecnico garantisce la sopravvivenza dell’organismo edilizio, è la qualità dello spazio a definire il benessere della comunità. Progetti come il multisport center di Verona o gli interventi in Indonesia dimostrano che l’architettura può e deve essere adattiva, capace di integrarsi nel paesaggio senza violentarlo, trasformando vincoli tecnici in opportunità di design iconico. Secondo Damiano Capuzzo (ABC Plus): “Prima che designer, architetti o ingegneri, noi siamo veramente designer di relazioni. Se saremo in grado di orientare queste relazioni verso la creazione di esperienze positive, faremo molto più che costruire singoli edifici”.
La giornata ha dunque delineato una figura di progettista che somiglia sempre meno a un artista solitario e sempre più a un “regista” della complessità, capace di gestire tanto il dato sulle emissioni di CO2 equivalente quanto la percezione psicologica di una corte interna o di una piazza pubblica.
Un ringraziamento particolare va alle aziende partner che hanno supportato l’evento, portando soluzioni concrete e innovazione tecnica al servizio dei professionisti: A&T Europe, Defim Orsogril, Dott. Gallina, Falar, Ferrari BK, i.Blue Piscine, Leitner Energy, Penetron e Xella.


