“Progettare il tempo”, la sfida dell’edilizia consapevole alla Certosa di Pontignano

Il 16 giugno 2026, la Certosa di Pontignano a Siena ha ospitato il workshop “Verso un’edilizia consapevole”, un confronto tecnico focalizzato sull’integrazione tra sostenibilità, innovazione digitale e gestione del ciclo di vita degli edifici.

La progettazione contemporanea sta attraversando un cambio di paradigma necessario: l’edificio non è più considerato un oggetto finito al momento dell’inaugurazione, ma un organismo vivo che interagisce con l’ambiente per decenni. Questo approccio richiede strumenti di analisi rigorosi, come il Life Cycle Assessment (LCA), per quantificare l’impronta di carbonio e i costi gestionali dal cantiere alla dismissione. Come sottolineato da Matteo Spinelli (GPA Partners) durante il suo intervento: “L’orizzonte non deve essere più il progetto in sé ma è tutto il ciclo di vita fino alla dismissione dell’edificio”. Le scelte sui materiali e sulle tecnologie impiantistiche, dalle pompe di calore ai sistemi geotermici, devono rispondere a criteri di flessibilità e durabilità, permettendo alle strutture di adattarsi a futuri cambi d’uso senza pesare sulle risorse del territorio.

In questo contesto, il BIM (Building Information Modeling) emerge non solo come software di modellazione, ma come metodo per governare la complessità, specialmente in progetti di larga scala o in interventi su preesistenze storiche dove la stratificazione dei dati è fondamentale per la conservazione. La bellezza, intesa come armonia tra funzione e paesaggio, resta il fine ultimo dell’atto costruttivo. Marco Paolini (Archea Associati) ha evidenziato questa missione: “Il nostro scopo è la bellezza […] cerchiamo di lasciare un’eredità quella sensibilità dei progettisti sul mondo”. Casi studio come la Cantina Antinori o il Viola Park dimostrano come l’architettura possa rigenerare contesti rurali e urbani, creando spazi collettivi che superano la mera utilità tecnica per diventare valore sociale.

Parallelamente alla tecnologia, emerge la necessità di una nuova autorevolezza professionale nel dialogo con la committenza e le maestranze. La qualità dello spazio si misura anche nella capacità di eliminare i confini tra interno ed esterno, un tema ricorrente nell’architettura residenziale e ricettiva. Tuttavia, la sfida resta culturale: educare il cliente a comprendere che l’architettura è un processo evolutivo e normativo complesso, non un’immagine statica. Secondo Pierluigi Sammarro (Sammarro Architecture Studio), infatti: “Il progetto non è che si può raccontare con un render, il progetto è un’evoluzione”.

La consapevolezza architettonica oggi deve fare i conti con un mercato veloce e normative sempre più stringenti, che richiedono un aggiornamento costante sulle soluzioni tecnologiche disponibili. Non basta più costruire bene; occorre progettare la manutenzione, il riuso e la dismissione, riducendo l’impatto ambientale attraverso prassi che partano dal disegno e non solo da imposizioni legislative.

Ringraziamo le aziende partner per aver reso possibile questo momento di approfondimento tecnico e confronto: Ama Advanced, Arbloc, Bacchi, Cromatica, Fondital, Ind. Cotto Possagno, KE protezioni solari, Lumyra Energy, Marcegaglia, Obo Bettermann, Tekno Point, Twin Systems, Uretek Italia e Aeropan.

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