Progettare l’outdoor come estensione dell’abitare, Workshop a Roma

Il 28 maggio 2026, il Centro Congressi Cavour di Roma ha ospitato il workshop di Infoprogetto dedicato alla Progettazione degli spazi outdoor: valore aggiunto nel contesto residenziale, un approfondimento tecnico volto a ridefinire il confine tra ambiente costruito e paesaggio.

L’evoluzione dell’abitare contemporaneo impone oggi una visione in cui terrazze, giardini e dehors non sono più semplici pertinenze, ma estensioni funzionali dello spazio domestico. La progettazione di questi volumi deve superare la mera estetica per abbracciare una funzionalità consapevole. Fabio Valente (Studio di Architettura Fabio Valente) ha aperto il confronto richiamando la triade vitruviana, reinterpretandola in chiave moderna: “Un progetto, oltre a essere bello e stare in piedi, deve avere un suo significato potente; all’accezione di funzionalità e utilitas voglio dare la parola significato”.

Questa ricerca di senso si manifesta nella distribuzione dei flussi e delle funzioni. La cucina, in particolare, esce dalle mura domestiche per diventare il nuovo baricentro della vita sociale esterna, trasformando il giardino in un teatro per lo show-cooking o il relax. Valente è stato categorico su questo punto: “Oggi se la cucina non è baricentrica nel dibattito familiare di casa hai fallito il progetto”. Attorno a questo nucleo si integrano sistemi per il benessere privato, come mini-piscine e zone SPA, che rispondono a una domanda di privacy e comfort sempre più marcata.

Il rigore tecnico è il presupposto necessario per la libertà creativa. La scelta dei materiali — dal gres porcellanato ai legni ricomposti (WPC) fino alle pietre naturali — deve rispondere a criteri di durabilità e, sempre più spesso, di permeabilità del suolo. L’innovazione nei sistemi di supporto per pavimentazioni flottanti sta cambiando radicalmente le possibilità compositive, permettendo di superare i limiti dei formati standard. Commentando le nuove soluzioni di posa, Valente ha coniato una definizione efficace: “La chiamo piastra di libertà, perché ci libera dall’obbligo del formato 60×60 e ci permette di inserire pietre naturali o doghe in una dinamica progettuale completamente diversa”.

L’illuminazione completa l’opera, agendo come strumento scenografico capace di definire l’architettura notturna. Attraverso l’uso di diodi LED integrati e ottiche asimmetriche, il progetto non si limita a illuminare, ma “bagna” le superfici e il verde, creando profondità visive senza abbagliare. È la strategia della “luce contro verde”, dove la vegetazione restituisce la luce con una grazia che solo l’elemento naturale possiede.

In definitiva, l’architetto è chiamato a non essere un semplice esecutore, ma un interprete dei mutamenti sociali. Progettare l’outdoor oggi significa gestire la complessità tecnica per restituire una migliore qualità della vita, intesa come equilibrio tra costruito, luce e natura.

Ringraziamo le aziende partner per il contributo tecnico e il supporto alla formazione: Brianzatende, Dakota Group, Eternoivica, Hörmann Italia e Colmef.

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