“Conoscere per intervenire” – diagnostica, riuso e semplificazione costruttiva, Workshop al Castello San Salvatore

Workshop al Castello San Salvatore

Il 26 maggio 2026, la cornice del Castello San Salvatore a Susegana (Treviso) ha ospitato il workshop “Nuove frontiere per l’edilizia e l’architettura“, un momento di confronto focalizzato sul riuso, l’eccellenza tecnologica e la gestione consapevole del patrimonio costruito.

Il progetto architettonico contemporaneo non può prescindere da una fase preliminare di analisi scientifica. Questo approccio, definito “progetto della conoscenza”, sposta l’attenzione dall’intervento estetico alla comprensione profonda della struttura e dei materiali. La diagnostica non è più un’opzione riservata ai grandi monumenti, come il Duomo di Milano o il Grattacielo Pirelli, ma diventa uno strumento indispensabile per ogni cantiere, inclusi i cambi di destinazione d’uso o le riqualificazioni di capannoni industriali. Come sottolineato da Giancarlo Maselli (Maselli srl): “Prima di fare qualunque tipo di lavoro nell’edilizia devo fare qualche accertamento tecnico. Quando conosco la struttura e i materiali, posso fare un progetto di restauro o consolidamento adeguato: conoscere per intervenire”.

In questo scenario, il tema del riuso si intreccia con la ricerca di nuovi equilibri spaziali. L’architettura deve oggi insinuarsi negli “spazi che restano”, adattandosi a volumetrie esistenti attraverso la creazione di spazi interstiziali e soglie intermedie. Questo processo richiede una semplificazione costruttiva dettata non solo da scelte estetiche, ma anche dalla mutata disponibilità di maestranze specializzate. Paolo Panetto (EXiT Studio) ha evidenziato questo cambiamento pragmatico: “La capacità manuale di certe imprese non è quella di un tempo. Questa riduzione della complessità, che diventa un tema importante, è assolutamente contemporanea. Spesso preferiamo staccarci dall’elemento originario per semplificare i nodi costruttivi”. Un esempio concreto è lo stacco di 7 centimetri utilizzato tra nuove strutture metalliche e murature storiche, una misura che trasforma un limite tecnico in un tema ricorrente di progetto.

L’innovazione industriale risponde a queste necessità fornendo sistemi che garantiscono continuità prestazionale e velocità di posa. Soluzioni come i sistemi termoisolanti a involucro continuo permettono di eliminare i ponti termici e ridurre gli errori di cantiere, adattandosi a diverse finiture e strutture. Allo stesso modo, il settore delle pavimentazioni si evolve verso standard di sostenibilità ambientale e qualità tecnica per rispondere a un mercato che predilige interventi meno invasivi e più rapidi.

La giornata ha confermato che l’architettura deve possedere una forza figurativa capace di andare oltre il tempo, pur rimanendo espressione della propria epoca. Mentre la tecnologia e i materiali seguono cicli di evoluzione rapida, la capacità di leggere il manufatto e valorizzarlo rimane il fulcro della professione.

Ringraziamo le aziende partner per aver reso possibile questo momento di formazione e scambio: Aeropan, Bampi, Betonella, Brianza Plastica, Dakota, Giancarlo Maselli, Tekno Point, Twin Systems e Uretek.

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