Governare l’innovazione, il nuovo ruolo del progettista tra AI e sostenibilità, Workshop a Pescara

Pescara Workshop Infoprogetto

Il 18 giugno 2026, Montesilvano (PE) ha ospitato il workshop “Tecnologia e progetto: le innovazioni nella progettazione contemporanea“, un’occasione di confronto sul cambiamento radicale che sta investendo le metodologie di lavoro nel settore delle costruzioni.

L’incontro ha evidenziato ancora una volta come la figura del progettista – o della progettista – si trova oggi di fronte ad una sfida in più. Nel progetto e nel mercato contemporaneo, il professionista non è più il compositore del disegno dell’edificio e dei suoi spazi, ma è chiamata a gestire flussi complessi di dati e tecnologie. Il filo conduttore emerso dagli interventi tecnici non riguarda la semplice adozione di nuovi strumenti, quanto la necessità di governare processi che spaziano dall’intelligenza artificiale (IA) alla stampa 3D, fino alle rigorose certificazione legate alla sostenibilità.

L’IA, in particolare, ve lo raccontiamo spesso negli episodi di In Corso, sta entrando quotidianamente negli studi professionali come mezzo di comunicazione e ottimizzazione dei tempi. Tuttavia, il rischio segnalato è la perdita di centralità della visione umana a favore di automatismi gestiti da attori puramente tecnici o informatici. Come sottolineato da Laura Crognale dello studio Archquadro Associati: “L’architetto è nato per pensare, per avere visioni, per esprimere un’idea sul futuro: dobbiamo, al di là della tecnica, tornare ad avere il primato, tornare a parlare di luogo e di spazi”. La sfida è dunque integrare la robotica e l’IA nel cantiere – senza però delegare la scelta progettuale finale a uno di questi strumenti IA.

Parallelamente, la sostenibilità ha smesso di essere un’opzione “facoltativa” per diventare la base stessa del progetto, influenzando direttamente il valore patrimoniale degli edifici. L’applicazione di protocolli internazionali come LEED e BREEAM agisce come una “pagella” che il mercato riconosce con incrementi di valore significativi. L’Ing. Marco Monaco, LEED AP, ha chiarito questo aspetto economico: “Un immobile sostenibile messo sul mercato ha più valore rispetto allo stesso immobile non sostenibile. Il mercato gli riconosce un valore superiore che si aggira intorno al 15-25% in più”. Non si tratta solo di aggiungere pannelli fotovoltaici, ma di ottimizzare l’involucro e, soprattutto, l’efficienza idrica, tema ancora troppo spesso trascurato dalla normativa italiana.

Anche i materiali evolvono da componenti passivi a sistemi attivi. La ricerca industriale oggi permette di trasformare l’intera pelle dell’edificio in una fonte energetica ad esempio. In questo senso, Manlio Mannozzi di Lumyra ha dichiarato: “Questa è una rivoluzione nell’ambito del fotovoltaico: la possibilità di usare tutte le superfici di una costruzione e renderle da passive attive attraverso il vetro”.

Qullo che ci lascia questo evento è la consapevolezza che l’innovazione tecnologica non deve intimorire, ma al tempo stesso richiede un costante aggiornamento delle competenze per evitare che la progettazione urbana e architettonica scivoli verso una gestione puramente informatica dei dati. Il progettista del futuro è colui che saprà fondere la dimensione umanistica della professione con la precisione del dato digitale e delle prestazioni ambientali.

Ringraziamo per il supporto e il contributo tecnico le aziende partner che hanno reso possibile questa giornata di formazione: EPICA (by Cambielli), Fluidmaster, iGuzzini, Hormann Italia, Lumyra, RDB – ITALPREFABBRICATI, Wavin e Wolf System srl.

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