Su misura, come un ospedale – a Ruote da Sogno la qualità del progetto parte dal buon senso

Negli spazi di Ruote da Sogno, a Reggio Emilia, l’8 ottobre il workshop di Infoprogetto “Qualità costruttiva e architettonica: tra innovazioni tecnologiche e sostenibilità“ è partito da una domanda che sembra semplice e non lo è: che cosa definisce oggi la qualità di un intervento architettonico?

La risposta dei relatori non è stata “più tecnologia” né “più criteri ambientali da spuntare”. È stata una questione di misura e di analisi critica, a partire dagli edifici in cui la complessità è massima.

Nel sociosanitario, dove impianti e percorsi condizionano tutto, la funzione viene prima della forma. Tiziano Binini (Binini Partners) ha ricordato da dove arrivano i risparmi veri: “I risparmi maggiori sono fatti su quelle cose di buon senso che anche i nostri nonni applicavano quando mancavano i riscaldamenti”. E ha aggiunto che “ogni ospedale deve essere fatto su misura per i bisogni a cui deve assolvere”. Detto da chi gli ospedali li progetta, è un invito a diffidare delle soluzioni replicabili ovunque.

Sul terziario e sul recupero di complessi industriali dismessi, la sostenibilità può voler dire togliere invece di aggiungere – un concetto che vediamo piacevolmente ritornare. Flavio Terracciano (967 Arch) ha insistito sulle scelte: “l’architettura nasca da scelte progettuali più che da risultati: sono tutte quelle scelte architettoniche, economiche e ambientali che portano poi di fatto un progetto ad essere un progetto di qualità”. Poi la frase più netta della giornata: “la qualità non riguarda soltanto ciò che costruiamo: con un approccio critico può anche riguardare qualcosa che decidiamo di non costruire”.

La tecnologia, dal BIM alla modellazione digitale, è rimasta al suo posto: uno strumento che sostiene la visione e la lettura del contesto, senza sostituirle. Andrea Pierattelli (Pierattelli Architetture) ha portato la sostenibilità ancora più a monte, nel momento in cui il progetto nasce: “L’ecosostenibilità non deriva esclusivamente da quanto l’edificio sia efficiente dal punto di vista della trasmettenza energetica, del consumo di energia, del consumo di acqua e del consumo di suolo, ma anche di tutto quello che dovrebbe essere un circolo virtuoso per rendere gli edifici ecosostenibili sin dalla loro nascita […] nel momento in cui diventano la prima idea all’interno della mente di un progettista”. Se la sostenibilità è un’impostazione culturale, i parametri energetici diventano la verifica, non il punto di partenza.

Grazie alle aziende partner Brianza Plastica, Defim Orsogril, Giancarlo Maselli, Gr.Ind.Tegolaia, Hoval, Ideal Standard, Isolgomma, KE Protezioni Solari, NMC Italia, Tecnica e Twin Systems.

Vuoi rimanere Aggiornato?

Inserisci i tuoi dati e conferma la tua iscrizione per ricevere tutti gli aggiornamenti sugli eventi, i webinar live e on demand

Inserire solo numeri senza prefisso internazionale, punti o spazi (es. 347889900)
Accettazione Privacy(Obbligatorio)
Accettazione Marketing(Obbligatorio)