Il 5 marzo, il Museo Nicolis di Villafranca di Verona ha ospitato il workshop “Nuove frontiere per l’edilizia e l’architettura: eccellenza, tecnologia e sostenibilità“. Una giornata dedicata alle sfide energetiche e all’integrazione di tecnologie avanzate nella progettazione contemporanea.
Il termine sostenibilità rischia oggi di svuotarsi di significato se applicato in modo acritico o ridotto a un mero calcolo impiantistico. Il vero scarto concettuale emerso a Verona non risiede nell’accumulo di dispositivi, ma nel ritorno ai fondamenti dell’architettura. Tomas Ghisellini di Ghisellini Architetti lo ha detto chiaramente: “Io penso che la sostenibilità non sia quantomeno in prima battuta sofisticazione tecnologica, ma che sia in realtà prima di tutto e prima di ogni altra cosa intelligenza del progetto”. L’efficienza deve nascere dalle scelte compositive, dall’orientamento e dalla consapevolezza delle risorse prima ancora che dal catalogo dei materiali.
Eppure, rifiutare la tecnologia o subirne i rapidi mutamenti è un errore di prospettiva. L’ingresso dell’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro richiede pragmatismo. Claudio Bonicco di Claudio Bonicco Architetto ha inquadrato la questione sottraendola alle logiche dell’allarmismo: “Preferisco parlare di intelligenza artificiale come un’evoluzione, non come una rivoluzione. Mi piace concepirlo come l’ennesimo strumento che arriva sulla scrivania del progettista con il quale va integrato nel flusso di lavoro esattamente come abbiamo fatto con tutto il resto”. L’AI non sostituisce la paternità intellettuale dell’opera, ma ottimizza processi complessi.

La teoria progettuale e digitale si scontra tuttavia con la fisicità del cantiere e, in Italia, con le stringenti normative sul decoro architettonico. Intervenire sull’esistente impone lo sviluppo di soluzioni capaci di scomparire. Claudio De Gregorio di Tekno Point Italia ha ricordato che è un dovere professionale “mantenere integro un patrimonio architettonico e storico che abbiamo in mano”, evidenziando come l’assenza di unità esterne a vista sia ormai un’esigenza imprescindibile sia tecnica che legale. La stessa esigenza di mimetismo si applica al controllo dell’irraggiamento solare: Federica Scanu di Gibus ha precisato che “il binomio di estetica e funzionalità deve andare di pari passo, non possiamo trascurare la funzionalità ma dobbiamo sempre cercare un approccio il più silenzioso possibile verso un’architettura esistente”.
A rendere la giornata completa, il contributo di BAMPI, Corian Design, Gasperotti, GIBUS, Linea Pannelli, Piva Group, Tekno Point Italia e Tesi System — aziende che hanno portato soluzioni concrete per il dialogo tra progettazione e comparto produttivo.
Quello che potrebbe essere il vero traguardo per l’architettura non sembra più essere “solo” il soddisfacimento di un parametro numerico isolato, ma la capacità di orchestrare materia, energia e dati con intelligenza critica.


