La luce non si limita a illuminare gli spazi. Li modifica, li plasma, ne cambia la percezione. E il modo in cui interagisce con le superfici spesso determina il pieno equilibrio o la valorizzazione di un progetto architettonico.
Ne abbiamo discusso lo scorso 8 ottobre al Florim Flagship Store di Milano durante l’evento formativo “Luce: dialoghi tra percezione, forma e funzione nell’interior design e nell’architettura”, con oltre cinquanta professionisti e due interventi che hanno affrontato il tema da angolazioni complementari: il prodotto e il progetto.
Quando la materia dialoga con la luce
Un buon designer sa bene che a seconda di come la luce si posa su un elemento o ancora di più su una superficie, questa o la sua texture genera profondità variabili – la stessa piastrella ad esempio può apparire piatta o tridimensionale, neutra o fortemente caratterizzata.
È parte di quello che ha raccontato nel suo intervento Sabrina Pederzoli di Florim, presentando, tra altri approfondimenti, la collezione Segnature, nata dalla collaborazione con Cristina Celestino. Le superfici ceramiche di questa linea reinterpretano nervature vegetali e trame tessili, ma la vera particolarità sta appunto nel comportamento sotto la luce.
Comportamento che, se compreso nelle sue sfaccettature, diventa una vera e propria variabile progettuale. Un rapporto, quello tra luce e materia, che merita attenzione da parte di chi vuole scendere nel dettaglio del progetto, in quel dettaglio che poi, nella vita quotidiana e nell’uso degli spazi, può fare davvero la differenza.

I casi studio di riqualificazione e dialogo tra luce e materia
Prima e dopo della narrazione dal punto di vista del prodotto, l’evento ha affrontato il tema anche dal punto di vista dei progettisti e di chi ha compreso che tale dialogo influenza profondamente l’esperienza degli ambienti. Fabiola Minas di Progetto CMR ha portato infatti il discorso sul piano operativo attraverso i suoi due interventi che hanno raccontato dei casi studio di progetti di riqualificazione.
Tra questi il Palazzo Odeon a Milano, un edificio vincolato dove ogni intervento doveva rispettare l’esistente. Il progetto ha dovuto risolvere il classico problema di come valorizzare dettagli architettonici senza invadere l’estetica originaria. Un altro caso interessante portato dall’architetta è stato l’Hotel Palazzo Victoria – NH Collection a Verona, in cui lo studio ha affrontato nuovamente la sfida di riqualificare un edificio storico andando ad unire all’esistente dettagli e cromie contemporanee. In entrambi i casi, e più in generale nell’approccio e nella filosofia progettuale di Progetto CMR, la soluzione passa anche attraverso un attento progetto di lighting design.
Il valore dell’osservazione e dell’esperienza diretta
Se sei un o una professionista, eventi in showroom come il Florim Flagship Store ti permettono di osservare dal vivo i materiali e il loro comportamento. Unendo l’utile – formarsi e ottenere crediti formativi – all’ancora più utile: poter toccare e verificare con mano i prodotti o le soluzioni che potrebbero far parte del tuo prossimo progetto.
Per chi volesse approfondire, i progetti e l’approccio di Progetto CMR sono visibili sul sito dello studio, mentre le collezioni Florim (inclusa Segnature) sono consultabili nella sezione dedicata del loro sito. Altri eventi formativi come questo sono disponibili nella sezione eventi di Infoprogetto.



