L’equilibrio della professione dalla visione alla tecnica, Workshop a Bolzano

Workshop a Bolzano

Il 12 maggio 2026, presso il Four Points by Sheraton di Bolzano, il workshop di Infoprogetto ha esplorato il tema “Progettare e riqualificare: modelli e strategie contemporanei“, analizzando l’evoluzione dei ruoli tecnici e delle metodologie collaborative.

Quello che è emerso durante la giornata di formazione, grazie ai vari contributi di chi è salito sul palco, è che la progettazione non può più essere intesa come un gesto isolato, ma come una navigazione complessa all’interno di un sistema normativo spesso contraddittorio che mette a dura prova la serenità del professionista. Il cantiere contemporaneo è diventato il luogo in cui la visione architettonica deve scontrarsi con una burocrazia asfissiante e con una tecnica impiantistica che ormai incide fino al 40% sul valore dell’opera, rischiando di declassare l’architettura a mero involucro.

Andrea Marastoni (Studio Marastoni) ha evidenziato con forza questa deriva: “Pensare a come realizzare una costruzione è un processo estremamente complesso, difficile, dove ho migliaia di normative in costante evoluzione, in costante contrasto l’una con l’altra… bisogna essere dei supereroi per riuscire a fare un progetto che abbia un senso”. Secondo Marastoni, il rischio è che il rapporto diretto con l’idea venga mediato eccessivamente dalle macchine, perdendo quella “conoscenza dei materiali” che permette di trasmettere l’anima del progettista sul foglio.

Il focus si è poi spostato sulla rigenerazione dell’esistente, non più come opzione, ma come dovere etico. Roberto Buselli (Buselli Scherer) ha illustrato attraverso interventi pubblici in Alto Adige come il riuso adattivo sia la chiave per ridurre l’impatto ambientale: “Una nostra responsabilità forte è quella di provare a riutilizzare, a riusare in modo adattivo quello che è già costruito, quello che esiste”. Buselli ha mostrato come l’uso del BIM sia diventato essenziale non solo per il controllo dei costi, ma per orchestrare quella che definisce una “tecnica sinuosa”, dove chilometri di cavi e impianti sono organizzati come uno spartito musicale, lasciando però spazio alla qualità della vita e al verde integrato negli spazi di lavoro.

L’impressione finale è quella di una professione che sta cercando faticosamente un nuovo equilibrio. Da un lato c’è l’impennata tecnologica e l’ossessione per le certificazioni di sostenibilità, spesso guidate più da logiche di marketing che da un reale miglioramento della qualità costruttiva. Dall’altro, resta l’esigenza di progettare spazi che le persone possano “abitare” davvero, accettando che la vita quotidiana possa anche stravolgere l’idea originale dell’architetto. La sfida non è solo padroneggiare software o normative, ma saper governare questa onniscienza richiesta senza smarrire la dimensione umana e sociale del costruire.

Si ringraziano le aziende partner per il fondamentale contributo allo svolgimento dell’evento: Bonomi Pattini, Corian Design, Eterno Ivica, Gibus, Linea Pannelli, Lumyra, Wavin e Rexpol.

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