A Genova il progetto dell’esistente tra memoria e nuovi strumenti

In Italia circa l’86% degli interventi edilizi riguarda l’esistente. Da questo dato è partito il workshop di Infoprogetto “Progettare e riqualificare: modelli e strategie contemporanei“, che il 24 settembre ha riunito i progettisti al Tower Genova Airport Hotel & Conference Center. Se il lavoro del progettista è soprattutto trasformare ciò che c’è già, cambiano gli strumenti, i tempi e anche il modo di stare in cantiere.

Giuseppe Leida, fondatore di GLA | Giuseppe Leida Architetti, ha descritto una professione frammentata, in cui il 77% degli studi è individuale, e flussi di lavoro che le piattaforme generative stanno cambiando, dall’ideazione fino alla modellazione tecnica. Il suo sguardo sui più giovani è lucido. Giuseppe Leida (GLA | Giuseppe Leida Architetti): “Oggi ogni giovane laureato ha a portata di mano il potere produttivo e creativo di un colosso mondiale di progettisti dotati di intelligenza artificiale.” Suona come una promessa e insieme come un avvertimento: la capacità di produrre non è più un vantaggio, lo diventa il saper scegliere. E Leida ha messo un limite preciso allo strumento: “L’intelligenza artificiale è solo uno strumento: non ha cultura, non ha etica, non ha personalità. Restituisce solo risposte alle nostre domande.” Il valore resta nelle domande, cioè nell’esperienza di chi le fa.

Pierluigi Sammarro, co-fondatore di Sammarro Architecture Studio, ha spostato il discorso sul costruito storico: il recupero di torri cinquecentesche, ristrutturazioni in contesti urbani delicati, complessi vincolati. Casi in cui il disegno e il pensiero analitico contano più di qualsiasi rendering automatico. Pierluigi Sammarro (Sammarro Architecture Studio): “Il moderno non esiste, esiste il contemporaneo che riabbraccia il nostro tempo, la fascia epocale che viviamo.” Detta in una giornata sulla riqualificazione, è quasi un programma di lavoro: intervenire sull’antico non vuol dire imitarlo né contrapporgli una modernità astratta, ma leggerlo con gli occhi di oggi. Anche sull’intelligenza artificiale Sammarro ha tenuto ferma la gerarchia: “Chi crea le idee è l’umano. L’intelligenza artificiale non può sostituire la professione, potrà essere un compagno di viaggio molto lieve.” Un compagno, appunto, non un sostituto: la direzione la dà ancora chi progetta.

La giornata ha tolto alla riqualificazione l’aria di semplice adeguamento prestazionale, o di corsa all’ultimo software. Ripensare l’esistente vuol dire coordinare norme complesse, maestranze e vincoli di cantiere, e trovare ogni volta la misura fra quello che la tradizione sa fare e quello che i nuovi strumenti permettono. Nessuno dei due, da solo, basta.

Grazie alle aziende partner che hanno sostenuto l’incontro: A.F.I.S. – G. Clerici, Astro Lighting, Defim Orsogril, Fima Carlo Frattini, Giancarlo Maselli, KE protezioni solari, Presto, New Time e Tekno Point.

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