Design olfattivo, quando architetti e designer progettano fragranze per ambienti

Design olfattivo

Il profumo di un museo appena aperto al mattino. L’odore caratteristico di una biblioteca storica. Questi dettagli olfattivi, spesso inconsapevoli, sono in realtà parte integrante dell’esperienza architettonica. Si chiama design olfattivo. 

Lo scorso 6 novembre, presso lo showroom Florim a Milano, si è svolto un pomeriggio dedicato a trasformare i profumi da dettaglio casuale a strumento consapevole di progettazione. Non solo teoria, ma sperimentazione diretta attraverso essenze da annusare, discussioni e, soprattutto, un’esercitazione pratica che ha visto gli architetti cimentarsi nella creazione di vere composizioni olfattive. 

Quando l’intangibile diventa progetto

Laura Favaretto, designer e founder di MEITEI, ha aperto i lavori con la parte più operativa attraverso slide, distribuzione di campioncini ed essenze da testare in diretta, innescando una discussione aperta con i partecipanti. Il profumo come “ambasciatore segreto” del brand aggira la razionalità, parla direttamente all’inconscio, costruisce un’impronta sensoriale che resta. Ma integrare una fragranza in un progetto non è semplice. Serve pensare a diffusione, intensità, modulazione nel tempo e nello spazio. 

Anna Barbara, professoressa al Politecnico di Milano, ha poi proseguito raccontando la nascita dell’Olfactive Design, una disciplina che studia i territori olfattivi di luoghi, oggetti e materiali. Perché l’architettura, che ci piaccia o no, è anche questione di naso. Gli odori influenzano memoria, emozioni, orientamento. Cambiano il modo in cui percepiamo gli spazi. E i progettisti possono decidere se lasciarli al caso o renderli parte integrante del linguaggio progettuale. 

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Ritrovarsi a progettare un profumo

La parte più coinvolgente è stata l’esercitazione pratica. Gli architetti e le architette presenti, divisi in piccoli gruppi, hanno dovuto cimentarsi nella progettazione di un profumo pensato per un ambiente specifico. L’obiettivo era quello di creare una composizione olfattiva partendo da una serie di essenze fornite, ragionando su quale atmosfera generare, quali emozioni evocare, quale identità comunicare. 

Un’attività che ha ribaltato il punto di vista da “subire” un odore in uno spazio a progettarlo consapevolmente. Scegliere le note di testa, quelle di cuore, quelle di fondo. Bilanciare intensità e persistenza. Pensare a come quel profumo dialogherà con materiali, luce, arredi. 

Le discussioni animate tra i gruppi e i confronti sulle diverse composizioni hanno mostrato quanto sia complesso e stimolante tradurre un’idea di spazio in linguaggio olfattivo. Perché alla fine, un buon progetto si vede. Ma se funziona davvero, si respira. 

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L’evento è stato organizzato da Infoprogetto. Se vuoi sapere quando saranno i prossimi appuntamenti iscriviti alla newsletter oppure visita la pagina eventi.  

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