Il 17 giugno il Misano World Circuit si è trasformato in un’arena di idee, visioni e confronto progettuale grazie all’evento organizzato da Infoprogetto® – Action Group, che ha posto al centro della giornata il tema della progettazione integrata e della sinergia tra estetica e funzionalità. In un contesto fuori dagli schemi, carico di energia e suggestione, due voci autorevoli dell’architettura contemporanea – l’Architetto Eduard Mijic, e l’Architetto Tomas Ghisellini hanno portato sul palco riflessioni profonde, esperienze vissute e un approccio al progetto capace di superare i confini convenzionali della disciplina.
Il primo, Mijic, ha raccontato l’evoluzione del suo metodo progettuale, fondato su una continua ricerca di equilibrio tra bellezza e funzione, spazio e percezione, materialità e visione urbana. I suoi interventi, sempre attenti alla coerenza e alla stratificazione dei significati, sono esempi concreti di come l’architettura possa essere al contempo razionale e poetica, tecnologica e umana. Nel corso di un intervento ricco di spunti progettuali e riflessioni metodologiche, l’architetto Eduard Mijic ha illustrato una delle sue opere più significative, l’ampliamento dell’edificio dell’autodromo Misano World Circuit. Il progetto presentato è il prolungamento dell’edificio esistente presso il Misano World Circuit, un intervento che nasce dall’esigenza di trasformare un’identità grafica bidimensionale – già consolidata nel circuito attraverso la “quinta facciata”, ovvero la copertura – in un oggetto architettonico tridimensionale, visibile e riconoscibile anche dal suolo. Il nuovo volume, formalmente coerente con l’edificio originale, assume un ruolo iconico: una sorta di “prua” rivolta verso il mare, simbolo di velocità e dinamismo. Il progetto integra esigenze estetiche con richieste funzionali complesse: il rapporto tra tribune lato pista e la promenade sul lato paddock, uno spazio aperto ma coperto da cui il pubblico può osservare la preparazione delle moto e vivere l’esperienza del circuito da prospettive diverse. La progettazione in BIM ha permesso una modellazione avanzata, facilitando l’anticipazione di criticità costruttive già in fase preliminare. Particolare attenzione è stata data alla scelta dei materiali: il contrasto tra l’identità cromatica del brand, vivace e colorata, e la natura tecnica del mondo motoristico ha spinto verso un uso controllato dei colori. Le tonalità predominanti sono l’argento, l’antracite e i materiali ispirati al mondo delle corse, come il carbonio, con solo accenti cromatici strategici per enfatizzare punti focali del progetto.
Ghisellini, con il suo stile appassionato e narrativo, ha invece guidato il pubblico in un viaggio nel “dietro le quinte” dell’architettura. Ha mostrato come ogni progetto sia, prima di tutto, un gesto di riscrittura della realtà, capace di ribaltare, ridefinire e trasformare il contesto in cui si inserisce. Per lui, il progetto è un atto critico, una responsabilità culturale che si costruisce con sensibilità, consapevolezza e visione L’architetto Tomas Ghisellini nel suo intervento ha condiviso una visione personale e non convenzionale dell’architettura, offrendo una lettura originale dei suoi progetti, non tanto attraverso ciò che appare in superficie, quanto attraverso i retroscena, le vicende e i processi che ne hanno guidato la nascita e la forma. Più che descrivere gli edifici per come si presentano esteticamente – cosa facilmente accessibile tramite siti web o riviste di settore – Ghisellini ha preferito raccontare ciò che sta dietro l’opera: le dinamiche, le intuizioni, gli ostacoli e le scelte che costituiscono il “backstage” del progetto. In questa narrazione, ogni passaggio progettuale diventa significativo e carico di senso, rivelando le strategie compositive che danno forma a un’idea e la trasformano in spazio concreto. Al centro della riflessione di Ghisellini c’è una consapevolezza chiave: il progetto è sempre uno strumento di riscrittura della realtà. Non si limita a rispondere a esigenze funzionali o estetiche, ma ha il potere di ribaltare, ridefinire, sovvertirel’esistente. In quest’ottica, progettare significa agire sulla realtà in modo profondo, modificarla, correggerla o persino contraddirla, per generare nuove possibilità di senso e di esperienza. L’architettura, nella visione di Ghisellini, è quindi un atto critico, creativo e culturale, capace di interrogare il presente e immaginare scenari alternativi. Ogni progetto è una dichiarazione, un gesto che dialoga con il contesto, ma non si limita a riprodurlo: lo interpreta, lo rilancia, lo trasforma. Concludendo il suo intervento, l’architetto ha ricordato che non si finisce mai di imparare da questa pratica così complessa e affascinante. E proprio in questa tensione continua tra ascolto e invenzione, tra contesto e visione, si colloca la responsabilità profonda del fare architettura oggi.
Infine molto apprezzati anche gli interventi delle aziende che hanno dato diversi spunti ai progettisti presenti. Alberto Donelli di Aeropan® – Innovative Aerogel Solutions , Sebastiano Dori di Hörmann Italia Srl , Antonio Bagnolati di Gruppo Bonomi Pattini , Davide Urso di Falar Serramenti Carpenteria , Giuseppe Ferrari di Xella Italia e Daniel Carandina di Murprotec Italia hanno cercato di trasmettere i punti di forza e i vantaggi nell’utilizzo di prodotti e soluzioni innovative.
Filippo Giambelli Caterina Carpitella
Fotografie e Video Professionali a cura di Tekla
Moderazione a cura di Domenico Latanza e Gianluca Orrù


