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Dal 16 dicembre 2021 all’11 settembre 2022 è in programma la mostra dedicata all’evoluzione antropologica del mondo dell’architettura al MAXXI – Museo Nazionale delle arti del XXI secolo di Roma.

La mostra Buone Nuove. Donne in Architettura pone particolare attenzione sul ruolo delle progettiste donne in ambito di architettura e su come la figura femminile si stia facendo spazio, progressivamente, nell’ambito di un mestiere dove le disuguaglianze segnano ancora oggi un solco importante.

In mostra, alcuni dei nomi di donne che hanno fatto la storia: da Charlotte Perriand ai collettivi anni ’70, da Elizabeth Diller a giovani promesse “realizzate” come Frida Escobedo e molto altro.

Il percorso si articola in quattro sezioni principali:

STORIE

Storie è la sezione che ripercorre nell’arco di oltre un secolo il cammino delle donne nel mondo dell’architettura attraverso una lunga serie di figure. Non mancheranno episodi anche poco noti che testimoniano da una parte la difficoltà del cammino verso la parità dei ruoli e, dall’altra, il contributo in molti casi cruciale delle donne nell’architettura moderna.

ESPERIENZE E TESTIMONIANZE

Altrettanto significative sono le testimonianze presentate nella sezione Narrazioni, che ripercorrono una serie di videointerviste ad autrici, le quali offrono un contributo critico sull’evoluzione del ruolo femminile nel mondo dell’architettura, attraverso le loro esperienze dirette di vita.

PRATICHE

La sezione Pratiche segue un approccio più monografico e si compone di una serie di allestimenti dedicati a undici professioniste affermate del pano-rama internazionale. Quando infatti le donne arrivano a ricoprire ruoli in tutto e per tutto analoghi a quelli dei colleghi, per fortuna è più difficile cogliere la specificità del lavoro femminile e quindi il senso di una rassegna di genere.

VISIONI

L’ultima sezione, Visioni, mette in scena cinque opere video che riflettono sul rapporto tra genere e spazio, frutto di un workshop organizzato nell’ambito del programma Future Architecture Platform.

Infine, l’esposizione si conclude con la suggestiva installazione Unseen di Frida Escobedo che mette in luce il tema dell’invisibilità della figura femminile. Un omaggio alla figura emblematica di Anni Albers, la cui identità è stata ridotta al ruolo di moglie del più noto artista Josef.