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Loki debutta il 9 giugno 2021 su Disney+, ideata da Michael Waldron e prodotta da Marvel Studios, con protagonista Tom Hiddleston. La serie tv, basata sull’omonimo personaggio dei fumetti, nasce come spin-off di Avengers Endgame. Una versione alternativa di Loki è catturata dalla Time Variance Authority, un’organizzazione che esiste al di fuori dello spazio-tempo e monitora le linee temporali. La TVA offre a Loki due opzioni: essere cancellato dal mondo, essendo egli una variante temporale, oppure aiutarli a fermare una pericolosa minaccia. Optando per la seconda opzione, Loki inizia un’avventura che lo porta a viaggiare attraverso il tempo e lo spazio.

I Marvel Studios hanno voluto vincere facile puntando la serie tv su uno dei personaggi preferiti dai fan, dando la possibilità di conoscere nuovi aspetti di Loki. Come ha ammesso la regista Kate Herron, la serie invita ad accettare se stessi, sconfiggere i propri demoni e trovare il proprio posto nel mondo.

Il successo dell’architettura in Loki

Le forti influenze artistiche novecentesche, portate dallo scenografo iraniano Kasra Farahani, fanno di questa serie TV un piccolo cult dell’architettura. Stando alle dichiarazioni dello stesso Farahani, dato che la storia si svolge attorno alla TVA, l’ispirazione principale è stata modernista, la corrente della fine del secolo scorso che più di tutte ha influenzato l’immaginario americano per via del suo massiccio utilizzo negli edifici istituzionali.

Infatti, uno degli aspetti più sorprendenti della TVA è la sua estetica, che utilizza un approccio surreale per mostrare la maestosità dell’organizzazione. La regista Kate Herron svela come questo stile ha preso vita: “È stata una sfida davvero grande. È un’organizzazione che esiste al di fuori dello spazio e del tempo. Quindi pensavo: Okay, non c’è il Sole. Non è su un pianeta. Quindi come posso mostrarlo? E qualcosa di veramente fantastico che viene mostrato nei fumetti, è che la TVA ha delle scrivanie che si estendono all’infinito. Quindi è sicuramente qualcosa da cui io, il mio scenografo e il nostro team di effetti visivi abbiamo preso molta ispirazione. È quasi come una città che si estende all’infinito, ma non è proprio una città, è solo un ufficio che si estende all’infinito. Quindi penso che ci siamo sicuramente ispirati ai fumetti”.

Herron è grande fan della fantascienza e ha voluto che la serie TV fosse una specie di lettera d’amore alla fantascienza. Si è ispirata all’idea di: Blade Runner, Metropolis, Guida Galattica per Autostoppisti, ma unendola allo stile più classico ed eroico del Midwest. “È stato divertente fondere questi due stili insieme, e poi anche portare le mie esperienze negli uffici. Ho lavorato molto come interinale e ricordo che la tecnologia in cui lavoravo non era la più aggiornata. Quindi pensavo: ‘Oh, sarebbe così divertente se la tecnologia della TVA non fosse quella più sofisticata. Ma funziona ed è potente, quindi perché sostituirla?’. Quindi abbiamo questo tipo di aspetto retro-futuristico in gran parte della nostra tecnologia, ed è stato davvero divertente. Alcuni di questi hanno riferimenti alla fantascienza. Penso che il carattere su uno dei computer sia molto simile al font sui computer in Alien. Le porte del tempo che abbiamo sono ispirate a Dune. Quindi penso che ci siano sicuramente molti cenni che le persone che amano la fantascienza apprezzeranno, ed è stato onestamente come un parco giochi in cui trovarsi”.