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Cos’è la rigenerazione urbana? Un insieme di azioni volte alla riqualificazione di uno spazio urbano, attraverso interventi di recupero a livello di infrastrutture e servizi e limitando il consumo di territorio a tutela della sostenibilità ambientale. Rigenerare significa garantire alla comunità di riappropriarsi degli spazi rigenerati e migliorati nella qualità della vita e nella sfera sociale, economica e ambientale.

Riqualificazione e rigenerazione

Spesso si usano i termini riqualificazione e rigenerazione come se fossero perfetti sinonimi.
La riqualificazione urbana si caratterizza per interventi strutturali a edifici, scali ferroviari, porti, ex fabbriche, edifici storici nei centri città, complessi sportivi abbandonati, e anche interi quartieri. La riqualificazione si applica anche ad aspetti specifici, come la riqualificazione energetica, cioè applicata all’efficienza energetica degli edifici.
La rigenerazione urbana è un concetto più ampio, che comprende la riqualificazione fisica di zone urbane e periurbane, integrando aspetti ambientali, economici, sociali e culturali. Dalla riqualificazione di luoghi si giunge alla rigenerazione umana.

Perché rigenerare lo spazio urbano?

L’obiettivo della rigenerazione urbana è contribuire a rendere le città sostenibili e più a misura d’uomo, contrastando il frenetico ricorso al consumo di suolo edificabile. In questo senso, architetti, ingegneri e progettisti stanno rivedendo le loro priorità e stanno privilegiando una maggiore razionalità nella costruzione a favore di azioni di recupero urbane, soprattutto delle aree periferiche più degradate.

In Italia il fenomeno della rigenerazione urbana si può dividere in tre cicli:

  1. Il primo ha avuto inizio negli anni ’70 e si è occupato della riqualificazione dei centri storici per affermare il valore del tessuto edilizio storico e la propria identità locale.
  2. Il secondo, alla fine degli anni ’80, ha compreso il recupero delle aree dismesse, a causa della delocalizzazione delle industrie e degli altri servizi.
  3. Il terzo, più attuale, prevede la riqualificazione dei quartieri residenziali, costruiti nella seconda metà del ’900 con criteri di bassa qualità edilizia, architettonica e urbanistica.

È necessario che enti locali, utenti delle aree soggette e operatori addetti lavorino insieme per affrontare un intervento di rigenerazione urbana e valutare le potenzialità di un luogo, gli strumenti urbanistico/edilizi, ecc. prima della vera progettazione.

Come avviene la rigenerazione urbana?

La rigenerazione avviene attraverso il recupero minuzioso e creativo delle zone edificate in disuso, riqualificandole nel rispetto della sostenibilità ambientale e incentivando l’uso di materiali eco-compatibili. Non è uno strumento, ma un metodo; non è costituita da regole e deve adattarsi al caso concreto.

Per la riqualificazione del territorio si può intervenire con dei PRUSST, Programmi di Riqualificazione Urbana e Sviluppo Sostenibile del Territorio. I principali obiettivi di tali programmi sono:

  1. la realizzazione, l’adeguamento e il completamento di attrezzature in grado di promuovere l’economia, l’ambiente e il profilo sociale di un’area in modo sostenibile. L’aspetto di sostenibilità dei piani per la riqualificazione del territorio va salvaguardato valorizzando il patrimonio naturale e ambientale e migliorando il benessere della collettività.
  2. la realizzazione di attività volte all’ampliamento e alla realizzazione di insediamenti industriali, commerciali e artigianali, alla promozione turistico-ricettiva e alla riqualificazione di zone urbane centrali e periferiche interessate da fenomeni di degrado.

Inoltre, il Governo ha lanciato il piano Rinascita Urbana, con l’obiettivo di migliorare la qualità dell’abitare e favorire la rigenerazione urbana. Il piano, per il quale è previsto che verrà stanziato un milione di euro, prevede anche il miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e la rigenerazione di aree costruite degradate.