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L’architettura sostenibile progetta e costruisce edifici in grado di limitare impatti nell’ambiente. Processi produttivi compatibili con la capacità della biosfera di assorbire gli effetti delle attività umane e sviluppo economico sono uniti per garantire l’evoluzione tecnologica, il soddisfacimento dei bisogni essenziali e il rispetto del pianeta.

Anche in considerazione dei cambiamenti climatici e del consumo delle risorse, la sostenibilità nell’edilizia si sta imponendo nell’economia moderna con l’obiettivo primario di soddisfare le necessità della generazione presente e di quella futura.

Architettura sostenibile

Nasce dalla bioedilizia negli anni Settanta del secolo scorso. Tra i fondatori, l’architetto Karl Ernst Lotz, che parlò della casa come “terza pelle”, in quanto la costruzione di un edificio deve proteggerci ed essere capace di respirare, cioè di avere interscambi con l’ambiente esterno.

Sono molti i fattori che consentono di definire un edificio sostenibile:

  • un immobile progettato e realizzato con soluzioni differenti in relazione delle diverse condizioni climatiche;
  • attenzione ad un utilizzo consapevole delle risorse;
  • ricorso a tecnologie costruttive e materiali naturali e riciclati, prevedendo gli effetti che la costruzione dell’edificio ha sul territorio in tutto il suo ciclo di vita, anche in termini di provenienza, dismissibilità e riciclaggio dei materiali;
  • vengono raggiunti livelli elevati di comfort abitativo.

Un edificio costruito secondo i criteri dell’edilizia sostenibile contribuisce alla creazione di un ambiente interno salubre per l’uomo e di un impatto ambientale limitato, se non quasi azzerato.

I materiali utilizzati per la sostenibilità

I materiali di costruzione sono fondamentali per progettare un edificio sostenibile.

Oltre al legno, resistente e capace di sopportare le sollecitazioni dovute ai terremoti, vengono impiegati nell’edilizia sostenibile materiali quali le plastiche vegetali alla base del polistirolo ecologico, in grado di sostituire quello tradizionale nella funzione di isolamento dell’edificio; il sughero, tra i migliori isolanti termici per l’edilizia; la paglia, che assicura proprietà fonoassorbenti; la canapa, che garantisce alta resistenza al fuoco e isolamento termico e acustico.
Per l’isolamento termico sono tuttavia molteplici i materiali naturali da poter impiegare nell’edilizia: la lana, il lino, le fibre di cellulosa, le alghe. E di recente il polistirolo ecologico, un nuovo materiale a base vegetale.
Molto utilizzato è, inoltre, il bambù, le cui caratteristiche di resistenza, versatilità, leggerezza e reperibilità, lo rendono particolarmente adatto ad essere utilizzato nell’architettura e nel design.

Esempi di edifici sostenibili

A Torino, Juventus Stadium è nato dal recupero di materiale derivato dalla demolizione del vecchio stadio Delle Alpi: 40mila metri cubi di calcestruzzo e frantumati sono stati riutilizzati per costruire la base del nuovo impianto.

Un altro esempio significativo è il velodromo, nato in occasione delle Olimpiadi di Londra del 2012. Il fabbisogno energetico della struttura è ridotto al minimo, compreso quello idrico, grazie all’impianto di raccolta dell’acqua piovana.

Gli edifici nZEB: nearly Zero Energy Building sono ormai una realtà globale nel mondo dell’architettura.

Situato a Hackbridg, vicino Londra, Bedzed è un edificio progettato dall’architetto Bill Dunster per essere completamente sostenibile, con ben 82 abitazioni e 777 mq di pannelli solari. In California, in un edificio della Berkeley Public Library, l’energia proviene da fonti rinnovabili, dove l’ambiente si scalda o raffresca attraverso i pannelli solari e camini per la ventilazione naturale. A Friburgo, Heliotrope o Casa Girasole è stata progettata e costruita dall’architetto Rolf Disch ed è stato il primo edificio a produrre più energia di quella che consuma. La sua struttura ruota in sincronia con il corso del sole per beneficiare il più possibile degli apporti solari d’inverno o per ripararsi dai raggi solari diretti d’estate.

Anche in Italia ci sono esempi di architettura sostenibile.

Tra i più conosciuti, è sicuramente il Bosco Verticale di Milano, progettato da Stefano Boeri.

K19 Milano sono gli edifici nZeb, nati nel quartiere Piave dallo studio di progettazione lpzr. L’edificio, un volume voltato a botte ristrutturato di sette piani, ha soluzioni tecnologiche pensate per ridurre il consumo di energia non rinnovabile.

Gli architetti giapponesi dello Studio Sanaa hanno realizzato su 35.756 metri quadrati dell’ex centrale del latte di Milano il nuovo campus universitario della Bocconi, residenza per gli studenti e centro sportivo con piscina. L’edificio ha grande attenzione per l’efficienza energetica, con pannelli fotovoltaici, sistemi di ventilazione ed illuminazione naturale, l’integrazione di muri isolanti al 50% opachi e 50% trasparenti, e un sistema di riciclaggio dell’acqua piovana.

A Cesena, Fiorita Passive House è la prima multiresidenza in Italia costruita con struttura portante in legno xlam e certificata al Passive Hause Institut di Damstraat. Ha un rivestimento parietale di tipo ventilato, schermi frangisole scorrevoli installati lungo il perimetro esterno, produzione di energia elettrica ed acqua calda con pannelli fotovoltaici, pannelli solari e una pompa di calore. Una costruzione di legno e metallo che rappresenta un’eccellenza italiana.

Anche gli spazi pubblici stanno adottando i principi dell’ecosostenibilità. A Terento, gli architetti dello studio austriaco Feld72 hanno realizzato una scuola per l’infanzia che, attraverso materiali, forme e colori, si fonde con lo skyline alpino. A Caltagirone, l’istituto comprensivo Piero Gobetti è a consumo zero, grazie a un impianto geotermico e a pannelli fotovoltaici.