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I padiglioni d’Europa da non perdere alla Biennale d’Architettura di Venezia

biennale

Il 22 maggio la Biennale d’Architettura di Venezia ha riaperto i battenti, dopo un anno di pausa forzata. Sono oltre 5000 i biglietti già venduti per questa edizione, che si è ispirata alla domanda “Come vivremo insieme?” del curatore e architetto libanese Hashim Sarkis.

In tutto sono 112 i partecipanti arrivati da 46 paesi. E se l’Italia mette in mostra il progetto corale Comunità Resilienti con al centro le esperienze marginali per superare la crisi ambientale e lo status quo, come hanno invece risposto i principali paesi europei?

PADIGLIONI DA NON PERDERE

Ai Giardini

Il padiglione della Spagna ha interpretato questa peculiare condizione dell’incertezza come un “cabinet of curiosities”, composto da oggetti esotici che sfuggono alle convenzioni dell’architettura. I visitatori trovano una nuvola di fascicoli appesi ai giornali, progetto che desidera sottolineare la situazione dei migranti che non sono criminali ma sono trattati come tali. Vuole quindi essere un invito affinché la convivenza sia per tutti.

Curatori: Fernando Herrera Pérez, Domingo Jacobo González Galván, Sofía Piñero Rivero, Andrzej Gwizdala

Nel padiglione della Francia emerge il ruolo delle comunità al lavoro. Il progetto offre uno sguardo ottimista e gioioso sul mondo e utilizza l’architettura come mezzo per dare conforto, piacere e benessere. Da cinque casi studio da tutto il mondo risulta che proprio le comunità sembrano essere le risorse più rilevanti per trasformare l’ambiente.

Curatore: Christophe Hutin

Il padiglione tedesco vuole guardare al futuro, quando forse tutto passerà, attraverso un codice a barre QR per riempire gli spazi. È infatti il 2030 e l’uomo ha dominato grandi crisi e disastri ecologici, sociali ed economici.

Curatore: 2038

Il padiglione del Regno Unito mostra una serie di spazi immersivi, ognuno dedicato a una specifica tipologia di spazio pubblico privatizzato.

Curatrici: Manijeh Verghese, Madeleine Kessler

Il padiglione della Svizzera esplora il tema dei confini nella loro dimensione politica, sociale e spaziale.

Curatori: Fabrice Aragno, Pierre Szczepski, Mounir Ayoub, Vanessa Lacaille

Il padiglione della Finlandia ripercorre la storia di Puutalo Oy, pioneristico consorzio del legno che realizzò abitazioni prefabbricate per circa 420mila sfollati, modernizzando l’industria delle costruzioni del paese.

Curatori: Laura Berger, Kristo Vesikansa, Philip Tidwell

Il Belgio ha inserito nel suo padiglione produzioni in scala 1:15 di 50 progetti importanti dell’ultimo ventennio, mostrando l’architettura di un paesaggio immaginario che unisce stili, tipologie e funzioni diverse.

Curatore: Bovenbouw Architectuur

La Russia, dopo un anno di attività digitali, riflette nel suo padiglione lo spazio reale e quello online.

Curatore: Ippolito Pestellini Laparelli

Nella Chiesa di Santa Maria dei Derelitti

Il padiglione della Lituana offre un pianeta alternativo e una nuova possibile era spaziale che restituisca potere alle persone, sottraendolo alla colonizzazione nazione e commerciale dello spazio.

Curatore: Jan Boelen

Nell’Arsenale

Il padiglione dell’Estonia indaga il fenomeno del “city shrinkage”, ovvero del restringimento delle città per sottolineare quanto lo spazio urbano di qualità abbia un ruolo fondamentale.

Curatori: Jiri Tintera, Kalle Vellevoog, Garri Raagmaa, Martin Pedanik, Paulina Pähn

La Biennale di Architettura di Venezia è aperta ai visitatori fino al 21 novembre 2021.

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