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La Birreria: la nuova vita dell’ex stabilimento Peroni firmato L22

Nasce il nuovo centro commerciale La Birreria nel quartiere Miano di Napoli grazie a un progetto di recupero e ampliamento firmato L22 Retail.

Lombardini22, gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria, opera a livello internazionale attraverso tre brand: L22, brand del gruppo Lombardini22 dedicato alla progettazione architettonica e ingegneristica per i grandi clienti internazionali e per i progetti di grande dimensione nei mercati Retail, Office, Hospitality e Data Center; DEGW, leader nella consulenza strategica sui modi di lavorare e sull’interazione fra spazio fisico e performance aziendale; FUD Brand Making Factory, dedicato al Physical Branding e al Communication Design.

Leader riconosciuta nella realizzazione di nuovi centri e nella riqualificazione di quelli esistenti, L22 Retail ha la visione chiara del processo complesso che accompagna lo sviluppo di un Sistema Retail, in cui competenze architettoniche, sociologiche e semiologiche si incrociano ad aspetti di analisi
economica, marketing e comunicazione, commerciale e di sviluppo. La mission è generare e mantenere valore per gli spazi commerciali.

L22 Retail si è occupata del progetto di recupero e ampliamento del centro commerciale La Birreria.

Il centro commerciale, inaugurato nel 1953, è l’ex stabilimento della fabbrica Birra Peroni. Tra i birrifici più moderni dell’epoca, dotato di locali e capannoni di grande ampiezza e di impianti di produzione e di imbottigliamento a ciclo continuo, è stato chiuso nel 2005 per cambiamenti di strategia commerciale e industriale in uno scenario ormai globalizzato.

Per realizzare il nuovo centro commerciale, il suo stile architettonico ha ispirato la realizzazione del nuovo complesso, che ne “celebra” l’estetica con due interventi paralleli e complementari: il recupero dell’edificio preesistente e la costruzione di una nuova porzione a esso integrata. Composta da oltre 21.000 metri quadrati di Gla, servita da un parcheggio di 1.300 posti auto e impreziosita da un parco urbano di 7.000 mq, La Birreria è il cardine di un luogo destinato a diventare un nuovo polo di aggregazione e riferimento per la città, un fulcro vitale dove socializzare, trascorrere il tempo libero e usufruire di nuovi servizi.

Architettura esterna de La Birreria

Il progetto architettonico segue due logiche differenti che sostanzialmente convergono nella volontà di preservare e valorizzare la memoria industriale dell’edificio.

  1. Per le parti preesistenti, il concept ha previsto di dare valore al nucleo storico della fabbrica per salvaguardarne le fattezze originali. Sono, infatti, rimaste intatte: le facciate in mattoni e il segmento rivestito in pietra, la posizione e la forma di tutte le bucature e i relativi serramenti di cui sono stati conservati i profili metallici esistenti. A questi sono stati applicati internamente nuovi tamponamenti in policarbonato, così da migliorarne le prestazioni custodendo allo stesso tempo la memoria del disegno originario delle finestre.
  2. La parte di nuova costruzione, realizzata in calcestruzzo prefabbricato, vede sovrapporre all’involucro una doppia pelle in lamiera metallica stirata, formata da lastre rettangolari con finitura bronzata e tre diverse densità di tessitura, la cui composizione “simula” un rivestimento in mattoni fuori scala che si riconnette, concettualmente e graficamente, con la porzione di facciata preesistente.

La stessa lamiera metallica bronzata, ma con finitura liscia, riveste i due grandi portali d’ingresso, che, posizionati rispettivamente sul corpo vecchio e su quello nuovo, identificano gli accessi al centro e ne unificano le parti.

Interior design

L’estetica industriale de La Birreria, miscelata con dettagli che si ispirano a espressioni della tradizione locale (come l’artigianato del ferro, la cultura del cibo, il decor mediterraneo) informa il progetto di interni. La struttura dell’edificio a vista, le componenti impiantistiche non mascherate, l’illuminazione prevalentemente tecnica integrata solo puntualmente da sospensioni decorative, caratterizzano e unificano spazi mantenuti allo stato “ruvido” nei quali l’impatto acustico è attutito da porzioni di pannelli fonoassorbenti.

Fulcro del progetto è la Piazza del corpo preesistente, spazio sormontato dai caratteristici lucernari industriali a shed in cui originariamente avveniva l’imbottigliamento della birra. Uno spazio potente quadrangolare in cui è stato inserito un “fungo” centrale vetrato di negozi, circondato da uno shop-front ininterrotto sui quattro lati del perimetro che lo contiene, uno dei quali adibito a foodcourt. Ne risulta una circolazione ad anello da cui partono due gallerie gemelle che conducono alla parte di nuovo ampliamento. La pavimentazione continua ricuce tutto il percorso e garantisce omogeneità, mentre il suo disegno integrato con inserti a granulometria variabile e contrasti cromatici identifica facilmente i flussi e invita a percorrere le vie del centro.

Le gallerie hanno un doppio sistema di fronti vetrina: uno “massivo” a portali rivestiti in ceramica lungo il perimetro dell’edificio e uno “leggero” e vetrato a tutta altezza nei negozi interni.

Lungo i loro percorsi si sviluppano i temi decorativi legati all’originario mondo produttivo dello stabilimento: una sequenza concettuale che va dalla materia prima ai temi della lavorazione, degustazione, produzione e conservazione della birra. Tali incursioni decorative sono soprattutto a livello dei soffitti, scanditi da lucernari per l’ingresso della luce solare, e delle loro “escrescenze”, grandi oggetti che rimandano figurativamente a silos ramati e svasati, a botti e a bicchieri nelle velette circolari e nelle lampade sospese.

Photo Credit: Dario Tettamanzi

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