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L22 firma il progetto di restauro e rifunzionalizzazione dei caselli daziari dell’Arco della Pace

Valorizzare i caselli daziari dell’Arco della Pace, a Milano, permettendo a tutti di vivere la storia: questo il progetto di restauro e rifunzionalizzazione di Lombardini22.

Lombardini22, gruppo leader nello scenario italiano dell’architettura e dell’ingegneria, opera a livello internazionale attraverso tre brand: L22, brand del gruppo Lombardini22 dedicato alla progettazione architettonica e ingegneristica per i grandi clienti internazionali e per i progetti di grande dimensione nei mercati Retail, Office, Hospitality e Data Center; DEGW, leader nella consulenza strategica sui modi di lavorare e sull’interazione fra spazio fisico e performance aziendale; FUD Brand Making Factory, dedicato al Physical Branding e al Communication Design.

L22 firma il progetto di restauro e rifunzionalizzazione degli ex caselli daziari dell’Arco della Pace, a Milano, con l’obiettivo di integrare la conservazione delle peculiarità storico-architettoniche con la valorizzazione funzionale intesa come leva di sviluppo locale, tenendo conto delle potenzialità degli edifici e delle loro possibilità di reinserimento nel tessuto urbano e socio-economico di cui fanno parte. La proposta sviluppata tutela il valore degli immobili, perseguendone il completo e integrale recupero attraverso la riqualificazione delle strutture seguendo la preventiva autorizzazione della soprintendenze (Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Milano e Soprintendenza Archeologia della Lombardia).

L’intervento dà un senso inedito alla loro spazialità interna moltiplicandone le possibilità di fruizione, trasformando un luogo di passaggio – caratteristica
originaria dei dazi – in un luogo di sosta e visita. Uno dei punti focali della riqualificazione di L22 è quello di migliorare percezione e fruizione dello spazio a tutta altezza dell’atrio concentrando l’attenzione su insoliti punti di vista. Il cono visivo tra monumento e verde del parco è conservato e i vestiboli diventano ambienti che affacciano sulla piazza generando nuove visuali tra i caselli.
Preservando e valorizzando al meglio le potenzialità intrinseche degli edifici storici, gli interventi architettonici risultano silenziosi e complementari al
nuovo duplice programma funzionale – ristorazione e location per mostre.
Anche per le necessarie demolizioni delle superfetazioni lontane dal progetto originario come comignoli sulle coperture, tubazioni in facciata, serramenti, pavimenti, controsoffitti, porte e tamponamenti, il principio guida è quello di minimizzare gli interventi per l’insediamento delle nuove funzioni.
Casello di Levante e casello di Ponente presentavano stati di fatto differenti tra loro: il casello di Ponente aveva conservato una configurazione più fedele
all’originaria rispetto a quello di Levante, e per questo è stato scelto per l’utilizzo a prevalenza espositiva nell’ottica di garantire continuità nella configurazione degli spazi interni.

Con lo stesso spirito di rispetto verso il passato che guida tutto il progetto, L22 ha introdotto alcuni nuovi elementi architetturali, che rendono contemporanea l’immagine generale dei caselli, eseguendo i seguenti interventi principali:

  • Creazione della passerella pedonale. La passerella pedonale che attraversa lo spazio cavo monumentale dell’atrio è l’intervento di maggiore
    impatto architettonico, offrendo una vista inedita dello spazio dell’atrio in posizione ravvicinata alla volta. La nuova struttura, prevista per entrambi i caselli, è collocata in modo speculare. Da un punto di vista strutturale si tratta di una composizione di tubolari in acciaio a sezione variabile con costolature di irrigidimento. I materiali utilizzati sono acciaio con trattamento ferro micaceo per l’intradosso del ponte, pavimentazione in beola fiammata e parapetti in vetro.
  • Chiusura dell’arco. L’introduzione delle pareti vetrate a chiusura dell’arco trasforma l’essenza stessa dei dazi, tramutandoli da luogo di passaggio a luogo di sosta, relax e divertimento. Con la parete vetrata, la nuova facciata si adegua alle normative legate al risparmio energetico. Le nuove pareti rappresentano soluzioni di minimo impatto anche grazie alla massima riduzione delle dimensioni della struttura a sostegno delle superfici vetrate: per la chiusura dell’arco sono previste ampie porte in vetrocamera a doppio battente con sistema di apertura verso l’esterno, senza telaio.
  • Chiusura del vestibolo. L’introduzione di pareti vetrate a chiusura del vestibolo rende fruibili tutti i locali. La leggerezza e la trasparenza dei nuovi elementi consentono di ridurre al minimo l’interferenza con la spazialità degli edifici preservando l’attuale rapporto tra pieni e vuoti. Per la chiusura del vestibolo sono previste ampie porte in vetrocamera a doppio battente con sistema di apertura verso l’esterno, senza telaio. Il disegno della
    suddivisione delle lastre per il vestibolo ha seguito le regole geometriche degli edifici per non alterarne la coerenza costruttiva.
  • Copertura del cortile. Le pareti vetrate orizzontali a chiusura del cortile sono caratterizzate da un nuovo disegno geometrico: un telaio a lunetta collocato in posizione orizzontale sorregge una superficie in vetrocamera composta da elementi triangolari che garantiscono la gestione delle corrette pendenze per lo scolo delle acque. La struttura in acciaio è sorretta da piccoli pilastrini in acciaio di sezione tonda appoggiati alle pareti esistenti per stabilizzare l’intera superficie trasparente.

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