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La Casa dell’Archeologo e l’approccio sostenibile dello studio LCA

L’architettura sostenibile ha introdotto un nuovo approccio nella progettazione di case che tende a ridurre al minimo l’impatto ambientale sia nella scelta dei materiali sia nella fase di costruzione. Vi presentiamo la Casa dell’Archeologo, progetto dello studio LCA.

Lo studio LCA (Luca Compri Architetti) nasce a Varese nel gennaio del 2004. L’attività di progettazione accoglie e affronta tutte le possibili esperienze professionali dalla grande alla piccola scala; i progetti sviluppati dal team di lavoro spaziano dall’oggetto di design al piano paesistico, dalla fase di concept e preliminare a quella definitiva ed esecutiva. Sono di questi anni i progetti relativi a: complessi di housing sociale, edifici industriali di alta qualità ambientale, hotel, università e ville private; a scala minore sono state realizzate ristrutturazioni private e micro-architetture sperimentali.
I principali temi di progettazione riguardano la ricerca spaziale e l’approccio sostenibile.

La Casa dell’Archeologo è una residenza unifamiliare progettata appositamente per un archeologo. Il volume è un semplice parallelepipedo a base rettangolare nel quale sono stati inseriti e incastonati ulteriori blocchi di forma cubica completamente rivestiti di pietra.

Da un punto di vista materico, l’edificio richiama le tessiture in mattone dei muri antichi e i grandi conci di pietra che spesso ne interrompevano la trama per fungere da architrave o da pietra angolare. Da un punto di vista architettonico l’obiettivo era progettare: un edifico contemporaneo che reinterpretasse l’antico; un edificio semplice, primitivo, minerale che potesse vibrare alla luce del mattino, del mezzogiorno e della sera in modo sempre differente; recuperare materiali oramai in disuso e recuperarli per dargli nuova vita e non arrecare danno all’ambiente; una casa piena di luce e domestica al suo interno. Più semplicemente volevamo donare al nostro committente una casa che avesse dentro di sé la sua anima e le sue passioni per la storia e l’archeologia.

Nasce dalla necessità di valutare l’impatto ambientale considerando ciascuna fase del ciclo di vita dell’edificio progettato, dei materiali e delle tecniche da utilizzare, delle esternalità e quindi degli impatti dell’edificio nell’ecosistema da analizzare. Ciò significa che un ecobilancio deve valutare nel tempo e nello spazio gli impatti ambientali relativi a tutta la durata dell’esistenza dell’edificio e anche oltre.

La particolarità dell’area di progetto è da ricercarsi nel rapporto stretto che essa istaura con la natura e il verde circostante; lungo il confine ovest, oltre una cintura verde boschiva, si apre un’importante area agricolo-naturale tra Masnago e Casciago. L’edifico, a pianta rettangolare, si sviluppa su due piani e si caratterizza per la forma particolarmente compatta; la stessa viene poi scavata per ricavare la zona di ingresso al piano terra e una piccola loggia al piano primo. Al piano terra si trova l’ampio e luminoso living con la cucina e la sala da pranzo e un piccolo bagno di servizio; al piano primo sono state collocate le stanze da letto, due bagni padronali e lo studio privato del committente; tutte le finestre dialogano con il paesaggio circostante caratterizzato da vigne e da prati di coltivo.

 

La sistemazione esterna mira a contenere il più possibile le superfici pavimentate e coperte. Insieme all’area boschiva esistente vengono mantenute le altre piante e integrate con altre piantumazioni autoctone del luogo. La necessità di garantire un basso grado di manutenzione dell’involucro e di prevedere un sistema di ventilazione di facciata ha orientato la scelta dell’involucro esterno verso un sistema a facciata ventilata con blocchi di fibrocemento altamente resistenti alle intemperie. Infine le logge e i porticati, identificandosi come elementi caratteristici della casa e di mediazione tra interno ed esterno, vengono rivestiti con lastre bianche di marmo calacatta. Tra gli obiettivi dell’architettura sostenibile vi è, secondo il principio dell’ecobilancio, l’utilizzo di materiale facilmente recuperabile o smaltibile.

Gli aspetti energetici e qualitativi del nuovo edificio rappresentano i cardini del progetto, esso si prefigge di raggiungere elevate prestazioni energetiche. L’elemento tenuto in maggiore considerazione nella progettazione dell’architettura sostenibile è infatti proprio l’efficienza energetica nell’arco dell’intera durata della vita dell’edificio.

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