|
L’intervento dei prodotti Colmef in ogni fase del restauro
Il calcestruzzo è forse il materiale che più ha segnato la storia dell’architettura nell’ultimo secolo. Economico, largamente diffuso, facilmente plasmabile, capace di un’elevata resistenza meccanica, è stato a lungo considerato il miglior ritrovato nell’ambito dell’edilizia. Negli ultimi anni, però, è progressivamente emersa la degradabilità del calcestruzzo che, se non viene confezionato secondo dosaggi e tempi di messa in opera corretti, tende a farsi eccessivamente permeabile alle aggressioni chimiche e fisiche degli agenti esterni. Colmef ha messo appunto un’intera gamma di prodotti in grado di prevenire i fenomeni di disgregazione, mantenendo il calcestruzzo nel suo stato ottimale, oppure volti al suo recupero qualora presenti già segni di cedimento. Il ciclo di recupero è costituito da differenti fasi, in ognuna delle quali Colmef consiglia l’utilizzo di uno specifico prodotto. Inizialmente, dopo aver raggiunto il sottofondo solido grazie alla parziale demolizione del calcestruzzo deteriorato, si procede ad applicare la malta anticorrosiva Betofer direttamente sui ferri d’armatura ripuliti, prima che l’ossidazione possa ricomparire (flash rusting). Trascorse cinque ore dalla stesura della seconda mano, bisogna ricostruire lo strato di copriferro facendo uso di Betocem Fibre, una malta fibrorinforzata a ritiro compensato. La superficie da rasare viene allora interessata dall’applicazione di Betofinish, un rasante caratterizzato da elevata adesione, buona resistenza agli agenti atmosferici, buona flessibilità per compensare i movimenti dovuti a eventuali shock termici. La superficie viene così regolarizzata e resa uniforme, pronta per l’applicazione di Mantocolor, la vernice elastica anticarbonatazione che resiste all’invecchiamento e alla diffusione dell’anidride carbonica pur mantenendosi permeabile al vapore.
|