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Serpentine Gallery Pavilion 2010

La parola a Jean Nouvel, che racconta genesi e suggestioni del padiglione estivo inaugurato a luglio nel cuore di Londra.

 

Un padiglione estivo per la Serpentine Gallery: da dove cominciare? Innanzitutto, dove mi trovo? In Inghilterra, a Londra. All’interno di Hyde Park, spazio urbano inglese caratterizzato da una forte specificità. Quello del parco all’inglese: naturalistico, con accoglienti tappeti erbosi regolarmente tosati che rendono il paesaggio pressoché piatto, mentre alberi e cespugli sono sparpagliati secondo un processo aleatorio, come se nessuno avesse pensato a piantarli e si trovassero lì da sempre. È come se la stessa città attorno ci fosse sempre stata. Ci si chiede il perché di parchi urbani così semplici, quando i loro immensi vuoti sono così rari in altri paesi. È difficile dissimulare lo sforzo impiegato per ottenere tanta libertà, questoimmenso spazio aperto a tutti; è necessaria un’attenzionecostante, per far sì che l’erba sia sempre dell’altezza giusta, glialberi in salute, ciascuno possa passeggiare in questo luogo conla sensazione di essere a proprio agio nella sua città, nel suoparco. Perché qui si esprime la libertà di scelta: si cammina, sicorre, ci si siede per terra o su una panchina; si pensa, si parla,si canta. È evidente come qui ognuno abbia le proprie abitudini…

quotidiane? Stagionali, di sicuro. Volevo che il padiglione estivo della Serpentine incontrasse le abitudini dei londinesi di Hyde Park, senza disturbarli; sollecitandoli, offrendosi come un’esperienza complementarema non obbligatoria. Contavo sulla diffusione naturale della curiosità e del desiderio di riscoprire le sensazioni legate alla stagione, già a partire dalle conversazioni quotidiane: la galleria Serpentine, con la sua mostra dedicata a Wolfgang Tillmans, era sulla bocca di tutti proprio quando il padiglione estivo cominciava a indovinarsi, prossimo all’apertura, pronto per completare il quadro. Il padiglione d’estate doveva essere eclatante. Deve fare estate, portando il contrasto all’estremo. Infatti, è complementare al parco, come al padiglione in mattoni della Galleria Serpentine. È rosso, il colore tipico della stagione. Perché il rosso è il colore dell’estate, è il complementare del verde. Il rosso è vita, vale a dire che è vivo, penetrante. Provocante, proibito, vistoso. Il rosso è inglese, come una rosa rossa, o gli oggetti londinesi che segnano la città: un autobus su più piani, una vecchia cabina telefonica; luoghi transitori verso i quali dobbiamo andare. Il rosso è un colore che non dura, va sparendo insieme all’estate, va estenuandosi fino a diventare inerte. Se rosso è il sole, è l’astro nelle sue ore fugaci dell’alba e del crepuscolo, quando appare e scompare. Il rosso è il colore della passione, questo stato amoroso che non si eterna mai, restando fragile. Motivo per cui lo si coltiva, lo si ravviva come una fiamma, lo si protegge per prolungarlo. Quest’anno, il padiglione d’estate della Serpentine Gallery si veste di rosso, per celebrare la stagione in cui nasce. La stessa ragione d’essere del padiglione è di accogliere l’estate e il suo sole, per meglio interagirvi.

Jean Nouvel

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Questo Articolo lo trovi su Infoprogetto n.28 Settembre 2010
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