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La scommessa italiana degli anni Cinquanta: il progetto domestico

Il problema del locale cucina si imposta su una serie di osservazioni di elementi base. Gli studi condotti nel Nord Europa si collocano all’interno di un programma di ricerca che indaga il modo più razionale di disporre l’arredamento, portando allo sviluppo del modello della “Cucina di Francoforte”.
In Italia l’interesse crescente per il tema dell’abitare è testimoniato da mostre programmaticamente impostate sul problema dell’alloggio. Grande attenzione viene registrata per la sezione della mostra del 1940 non a caso intitolata “Criteri della casa di oggi”.
La cucina dei BBPR e la proposta per «Domus» di Franco Albini, rappresentano un modello abitativo reinterpretato, in evoluzione, che si colloca all’interno di quel dibattito architettonico di cui il progetto domestico è protagonista. I lavori degli architetti italiani attivi negli anni 50 sono emblematici di quella tradizione dell’arredamento come di un’operazione totale, significativa conseguenza delle triennali milanesi che, più che sterili contenitori di opere d’arte, furono osservatori privilegiati e propositivi, dove si confrontarono vere e proprie ricerche progettuali.

 Gaia Preta

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Questo Articolo lo trovi su Elementi n.2 Giugno 2010
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