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Anteprima Elementi - n.2 Aprile 2010

 

 

Esce il secondo numero di Elementi. La sua pubblicazione è per noi particolarmente importante poiché, avviando la periodicità della rivista, iniziamo a svolgere quel programma che abbiamo illustrato nel primo numero. L'obiettivo è quello di trattare i vari elementi della costruzione di un edificio considerandoli come tutti ugualmente interessanti e sufficienti a definire un preciso ambito tematico la cui specifica trattazione possa essere di utilità per il progetto, per la costruzione degli edifici ed anche per la stessa produzione edilizia.
Elementi tratta qui della cucina e questo tema ci aiuta ad esemplificare come la nostra intenzione sia quella di evidenziare ogni volta, nella limitatezza della modalità antologica, la natura architettonica della questione trattata. La cucina è infatti uno dei luoghi della casa in cui la vicenda dell'architettura moderna ha manifestato al meglio le sue potenzialità. 
Dall'avvento dell'impiantistica nell'edificio la cucina ha visto la comparsa di tutte le risorse energetiche che dall'Ottocento in poi hanno strutturato la città e gli edifici, diventando in un certo senso il luogo privilegiato della manifestazione della graduale introduzione delle risorse tecnologiche nella casa. Da semplice luogo del fuoco domestico, la cucina ha assunto progressivamente quella complessità impiantistica, anche controversa, caratteristica della modernità che portava “acqua e gas a tutti i piani”, come intitolava Georges Teyssot nel 1985 un noto saggio, citando a sua volta un'opera di Marcel Duchamp. La cucina, come luogo deputato a precise funzioni attraverso la dotazione impiantistica , rivendica per sé uno spazio preciso: la celeberrima cucina di Francoforte definisce negli anni '20 una quantità ottimale di spazio per le funzioni domestiche, sorta di precisa apparecchiatura, all'interno della “macchina per abitare”.
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