L’importanza dell’ambiente sulla costruzione è un tema che ha sempre caratterizzato la riflessione architettonica. Se già Vitruvio nel suo trattato proponeva il rapporto con l’elemento naturale come ambito problematico fondamentale per il lavoro dell’architetto,
in epoca moderna è forse con la celeberrima definizione di architettura data nel 1881 da William Morris – “[...] non possiamo sottrarci all’architettura finché facciamo parte della civiltà, poiché essa rappresenta l’insieme delle modifiche e delle alterazioni
operate sulla superficie terrestre, in vista delle necessità umane, eccettuato il puro deserto.” – che tale rapporto diventa esplicitamente vincolante. Morris anticipa infatti quell’estensione disciplinare che sarà praticata in tutto il ‘900, riproponendo con chiarezza la centralità del rapporto fra architettura e natura, sino quasi a indicare una possibile coincidenza.
Oggi viviamo una stagione in cui una nuova attenzione al rapporto con l’ambiente sembra contraddistinguere l’impegno disciplinare, tema prioritario che probabilmente caratterizzerà il nostro futuro. Priorità forse non ancora pienamente assunta dalle nostre
discipline come epocale occasione di sperimentazione.
Talvolta i temi dettati dalla “questione ambientale” sono infatti ancora colti come occasione di impegno e ricerca soprattutto per alcuni particolari ambiti, ad esempio quelli che si occupano delle tecniche costruttive oppure quelli che affrontano la scala del
paesaggio. Ma il problema ambientale, inteso davvero come questione prioritaria della nostra epoca, richiede una generale e trasversale attenzione. Impegno che deve essere iscritto nel più ampio senso architettonico e non limitato ad aspetti parziali come appunto quelli tecnologici o della componentistica. Ciò riguarda anche un tema oggi molto di attualità: quello della valorizzazione dell’apporto dell’energia solare nella realizzazione degli edifici.
Abbiamo allora genericamente intitolato questo numero di Elementi “solare” proprio per indicare come la specifica questione non possa essere limitata all’impiego di componenti tecnologiche che utilizzino l’energia solare per la produzione di energia.
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